“Era l’amante”. Giallo ricina, svolta cho* poco fa

L’ultimo, in particolare, sta suscitando fortissimo clamore e c’è chi parla di svolta sul giallo che, ormai da mesi, occupa le pagine della cronaca nazionale per la sua gravità.

Gli ultimissimi sviluppi hanno fatto venire la pelle d’oca persino a chi se ne sta occupando ma di cosa si tratta? Cosa è successo di così eclatante nelle ultime ore sul caso?

L’attenzione degli inquirenti si è concentrata anche sulla cerchia delle relazioni personali che circondavano la famiglia. Un aspetto delicato, sul quale vengono effettuati accertamenti per capire se possa avere avuto un peso nella ricostruzione dei fatti.Secondo quanto riferito dal Tg5, la Procura di Larino avrebbe approfondito anche una possibile relazione sentimentale. Si tratta di un’ipotesi investigativa che, se confermata, potrebbe contribuire a delineare un eventuale movente.

Gianni Di Vita, marito di Antonella e padre di Sara, è stato convocato in Questura a Campobasso insieme a un’insegnante di matematica indicata come sua conoscente di lunga data. Il confronto, durato circa sei ore, sarebbe stato disposto dopo versioni ritenute non coincidenti su alcuni aspetti dell’inchiesta. A seguirlo c’erano la procuratrice Elvira Antonelli e il dirigente Marco Graziano. L’insegnante, secondo il servizio televisivo del Tg5 a firma di Alberto Duval, si chiamerebbe Monia e avrebbe avuto una relazione con Di Vita, che potrebbe essere proseguita fino a dicembre. Il marito della donna, inoltre, lavorerebbe come tecnico di laboratorio presso l’Istituto Agrario di Riccia, dove presta servizio anche la moglie. Proprio da alcuni computer della scuola sarebbero partite ricerche sulla ricina. Intanto la Procura ha ascoltato più di cento persone e coinvolto esperti stranieri, compreso il Robert Koch-Institut di Berlino, per esaminare possibili tracce della tossina. I primi risultati sui campioni di Gianni Di Vita e della figlia maggiore Alice sarebbero negativi, ma il documento conclusivo non risulta ancora depositato.

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